

RELAZIONE ATTIVITA' PRIMO QUADRIMESTRE 2011/2012
Questo quadrimestre vede un ulteriore incremento del numero degli iscritti. Nonostante la scuola abbia deciso di chiudere le iscrizioni a 250 allievi, il numero è stato superato. Da 244 allievi del quadrimestre precedente passiamo a 273. E’ probabile che la nuova normativa che introduce l’obbligo della conoscenza della lingua italiana al fine dell’ottenimento del permesso di soggiorno, avvicini alla scuola nuovi utenti che necessitano di preparazione per sostenere l’esame. Il numero delle donne è in continua crescita e passa da 81 a 113 unità.
Anche i minori aumentano diventando 33 contro i 23 del quadrimestre precedente , così come gli ultra quarantenni che diventano 45 contro 29 . Le nazionalità rimangono costanti con prevalenza di egiziani (123) e marocchini (31) con l’unica eccezione di un aumento di allievi provenienti dai paesi dell’est. Se per i minori l’aumento del numero dipende essenzialmente dal servizio che la nostra scuola offre agli ospiti di comunità di accoglienza che si occupano di minori stranieri non accompagnati , l’aumento degli ultra quarantenni e di persone provenienti dai paesi dell’est, crediamo derivi dall’obbligo sopracitato di sostenere l’esame di italiano legato al permesso di soggiorno.
Il livello del test conferma la tendenza degli ultimi tre quadrimestri all’iscrizione alla scuola di persone neoarrivate e quindi ad un livello zero della conoscenza della nostra lingua. Si allarga sempre più la forbice tra le persone neoarrivate e quelle soggiornanti in Italia da almeno due o tre anni a discapito di persone residenti da 1 a 3 anni.
Anche la tendenza a vivere con la famiglia riamane costante, frutto di esito favorevole alle domande di ricongiungimento famigliare e sicuramente di un migliore tenore di vita a livello abitativo e occupazionale. Questo dato è in assoluta controtendenza rispetto ai primi anni di attività della nostra scuola in cui la stragrande maggioranza di allievi abitava da solo o con amici. Nonostante questi dati confortanti sul buon esito dei ricongiungimenti famigliari, il dato sul lavoro è molto preoccupante: quasi il 50 per cento dei nostri allievi in questo momento non lavora. La crisi continua a pesare sul livello occupazionale degli stranieri ed il timore è che questo inverta nei prossimi mesi i miglioramenti fino ad oggi acquisiti sia in termini di ricongiungimento con mogli e figli, che vengono prontamente rimandati al paese di origine in caso di difficoltà, che di vera e propria qualità della vita.
I dati sui tempi di soggiorno in Italia vedono un grande incremento di soggetti neoarrivati (107 contro i 59 dello scorso quadrimestre) a discapito di persone soggiornanti da 1 a 2 anni (che scendono a 54 da 86). Rimangono invece stabili le persone che soggiornano da più di tre anni nel nostro paese. Siamo portati a pensare che le condizioni di vita che si trovano ad affrontare, trasferendosi nel nostro paese, durante il primo anno di permanenza, spinga molti stranieri a tornare nel paese di origine, non trovando sostanzialmente grandi vantaggi a vivere in Italia. Anche i recenti avvenimenti sociopolitici che hanno interessato i paesi del nord Africa potrebbero essere motivo di ritorno. Nonostante ciò ci sono sempre nuovi giovani pronti a prendere il loro posto ed intraprendere il viaggio della speranza. E’ probabile che chi invece supera il periodo di due o tre anni a Milano abbia trovato lavoro ed alloggio e condizioni di vita soddisfacenti per continuare a restare e farsi raggiungere dai propri parenti.
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