I MISERABILI 

 

Giovedì 23 Febbraio ore 21,30:  AMORES PERROS

Giovedì 9 Marzo ore 21,30:  CITY OF GOD

Giovedì 23 Marzo ore 21,30: NOVE REGINE

Giovedì 6 Aprile ore 21,30: MARIA FULL OF GRACE

 

Amores Perros di Inarritu (già regista di “21 grammi”)

Tre storie di "amori e cani" (amores perros significa, però, anche "amori bastardi") sullo sfondo di una Città del Messico laida e canicolare. L’esordiente regista  mette alla berlina la razza umana e specialmente la classe proletaria (solitamente vista con un occhio di riguardo), esplicitamente paragonata a quella canina, e forse ben peggiore di essa – se vuole - perché cosciente delle proprie azioni: ma è proprio questa consapevolezza che può, al contrario, far ribaltare una vita e donargli un senso

Giovedì 23 Febbraio ore 21,30

 

City of God  Regia: Fernando Meirelles

Tratto dal romanzo del brasiliano Paulo Lins, il film racconta la vita di una favela – Cidade de Deus – ai margini di Rio de Janeiro, partendo dagli anni ’60 per contrapporre al suo disfacimento l’ascesa di alcune potenti gang di quartiere. Buscapé, undicenne locale con un speciale talento per la fotografia, insegue i suoi sogni per sfuggire ad un esistenza segnata dal crimine e dalla corruzione. Tra episodi di violenza e il patimento di una povertà devastante, il timido studente descrive così il suo mondo e quello delle feroci bande giovanili, rischiando di frequente la propria incolumità.
Giovedì 9 Marzo ore 21,30

 

Nove Regine di Fabián Bielinski

"Lo so, dovrei lavorare invece di cercare dei fessi da imbrogliare, ma non posso, perché nella vita ci sono più fessi che datori di lavoro"   Totò - "Totòtruffa", 1962.

Marcos (Ricardo Darín) è un truffatore, un uomo che nella giungla del centro di Buenos Aires si adatta da anni vivendo di piccole truffe e raggiri, imbrogliando la gente senza tanti scrupoli. Un giorno in un supermercato salva dalla prigione sicura Juan (Gastón Pauls) Juan, dal canto suo, ha però una cosa che a Marcos è sempre mancata: la faccia da bravo ragazzo. Sapendo di essere in credito con Juan, il vecchio volpone gli propone un accordo: diventare soci per un giorno e dividere l'incasso a fine serata. . Quel che è sicuro è che non potranno fare tutto da soli, ma dovranno saper coinvolgere al prezzo giusto le persone giuste al momento giusto, e soprattutto ricordarsi che chi la fa, prima o poi, deve aspettarsela.

 In "Nove Regine" c'è un po' di tutti i più grandi classici del genere, molta dell'arguzia e della comicità de "I soliti Ignoti" con un pizzico del thriller  

 Per tutti questi motivi questo film ci è apparso più che altro una sfida personale di Bielinsky con il pubblico racchiusa in una storia che lascia carta bianca alla fantasia e all'intuito, spesso stuzzicati e poi puntualmente smentiti dagli eventi. E' forse anche per questo che "Nove Regine" ci è piaciuto tanto, perché forse ci ha riportato un po' indietro nel tempo giocando con noi per più di due ore rendendoci vittime compiaciute e consenzienti di continui trabocchetti, il tutto senza l'uso di nomi altisonanti, di effetti speciali, di sparatorie e di inseguimenti fracassoni, e soprattutto senza mai spingersi troppo verso l'inverosimile.   

Giovedì 23 Marzo ore 21,30

 

Maria Full of Grace premiato come miglior opera prima di Joshua Marston.


La storia è quella di Maria (Catalina Sandino Moreno) una ragazza colombiana impiegata in una fabbrica di fiori. Maria, abbandonato il lavoro perché sfruttata e maltrattata, è costretta a trovare un nuovo impiego per mandare avanti la famiglia (nonna, madre, sorella e nipotino) per la quale è l'unica fonte di sostentamento. La sua urgenza è ulteriormente aggravata dalla circostanza di trovarsi incinta. L'unica sua possibilità è di accettare di fare la "mula", ossia, di portare, per conto di un boss, droga negli Stati Uniti. Ma non è l'unica. Nel viaggio verso gli States incontrerà altre ragazze anche loro con il loro prezioso carico ben custodito.

Il film racconta una storia cruda e disarmante. Il regista americano la filma con uno stile realistico quasi da reportage e solo in alcuni momenti mitiga la pesante atmosfera con ariose riprese di una Colombia luminosa e colorata. La macchina da presa spesso insegue gli eventi ed i personaggi seguendone i gesti e le espressioni. Movimenti accurati ed attenti che nella scena dell'aereo - dove le ragazze si riconoscono come "mule"- restituiscono un'altissima tensione allo spettatore.


L'opera, che nella scarsa originalità dei dialoghi ha la sua maggiore debolezza, rimane interessante fino alla fine dove il finale - auspicato ed inevitabile - lascia un sapore dolce amaro in bocca.

Giovedì 6 Aprile ore 21,30