Villa Pallavicini

 

Scuola gratuita di italiano per stranieri

 

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Anno scolastico marzo 2008/giugno 2008

Numero totale iscritti: 130

 

Gli allievi

Il primo ciclo (concluso nel giugno 2008) ha visto più di 130 allievi inseriti.
Il 60% è di sesso maschile, il 40% di sesso femminile.
Le Nazioni di provenienza sono 31 (Egitto, Filippine, Bangladesh, Marocco, Sri Lanka, Cina ,Romania, Germania, Georgia, Sudan, Togo, Nigeria, ecc.).
L'età va dai 7 anni (in attesa di inserimento nella scuola dell'obbligo) ai 55 anni con forte concentrazione di giovani tra i 20 e 30 anni.
Il titolo di studio degli allievi nei loro paesi di provenienza, ad eccezione di 5/6 analfabeti totali, è medio alto (la maggior parte ha conseguito un diploma superiore o di laurea).
Il 90% degli allievi è occupato. Lavorano prevalentemente nei cantieri edili, in ristoranti e in case private.

 

I volontari

Sono circa 30, con profilo professionale altamente qualificato.

 

Le risorse economiche

Ad eccezione di un contributo di 2.500,00 euro del Consiglio di Zona 2, tutti i costi sono a totale carico dell'associazione. La ricerca di finanziamenti presso enti pubblici e privati, per il momento non ha prodotto nessun risultato essendo, i migranti adulti, una categoria per cui non sono previsti stanziamenti nelle varie voci di bilancio.

 

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Prima relazione delle attività

Nel mese di marzo è partita la scuola di Italiano per stranieri presso l'Associazione Culturale Villa Pallavicini di via Meucci 3. L'iniziativa era partita in seguito a continue richieste di stranieri che gravitano intorno all'associazione ed era subito diventata una scommessa sulla nostra capacità di interpretare una esigenza della zona e di soddisfarla. Fin dal primo momento aveva dato grandi ed entusiasmanti risultati la ricerca di volontari che rendessero possibile questa impresa.

 

Il numero e le competenze specifiche delle persone ,che si sono rese disponibili a portare avanti il progetto, è stato molto incoraggiante. Si tratta di più di 20 soci della Villa mossi dalla stessa identica convinzione che solo attraverso l'apprendimento della lingua e quindi la possibilità di comunicare, sia possibile una reale integrazione tra immigrati e cittadini milanesi. Convinti che la comprensione reciproca possa favorire ogni altro processo integrativo ed abbattere quel muro di diffidenza che nella zona ed in tutta la città caratterizza i rapporti tra cittadini italiani e stranieri.

 

Notevole anche la professionalità messa a disposizione della scuola, in buona parte i volontari sono ex insegnanti, insegnanti che hanno già avuto altre esperienze in scuole per stranieri, o comunque persone con un alto grado di istruzione. Per la stragrande maggioranza persone laureate con grandi competenze specifiche in diversi settori. La scommessa più grande, trovati i volontari e stabilito lo scopo della scuola, cioè semplicemente quello dell'alfabetizzazione, era verificare di avere interpretato bene i segnali che ci erano giunti da pochi extracomunitari. Non appena avuto tutte le carte in regola, abbiamo proceduto con l'affissione dei manifesti che indicavano l'apertura della scuola. I manifesti sono rimasti affissi, per problemi burocratici solo tre giorni e sono stati esposti esclusivamente in via Padova e poche vie adiacenti.

Fin da subito è cominciata una processione continua di stranieri che chiedevano di potersi iscrivere alla scuola. Il nostro obiettivo di accogliere circa 50 studenti è stato immediatamente raggiunto e le 4 classi programmate composte. Ma la processione è continuata e ci ha portato a rivedere l'organizzazione, accogliendo alcune decine in più di iscritti e raddoppiando le classi.

 

Fortunatamente, per strani giochi del destino, i manifesti hanno portato altri volontari per l'insegnamento e quindi ogni classe ha potuto avere lo staff necessario per poter operare. Ogni classe ha un insegnante titolare e circa due supporter che seguono le persone con maggiore difficoltà di apprendimento. Inoltre la scuola ha una segreteria, gestita da altri due volontari, che è aperta due volte alla settimana in diverse fasce orarie. Una al mattino e l'altra al pomeriggio.

 

I corsi sono suddivisi in tre giorni alla settimana ed in due diverse fasce orarie: una la mattina e l'altra al pomeriggio. Tra gli insegnanti ed i supporter sono previsti regolari incontri per lo scambio delle esperienze in classe e per monitorare lo svolgimento dell'iniziativa. I livelli degli allievi sono estremamente diversificati, per questo sono stati istituiti tre livelli di apprendimento: uno di vera e propria alfabetizzazione, un altro di insegnamento più specifico della lingua italiana ed il terzo di conversazione e perfezionamento della grammatica italiana. Nonostante, a questo punto, le iscrizioni siano chiuse per la nostra impossibilità di accogliere altri allievi, la richiesta è continua. Per questo la segreteria ha istituito una lista di attesa con l'obbiettivo di inserire nelle classi tutti gli iscritti a questa lista non appena possibile.

 

Un numero così alto di iscrizioni, che ha stupito anche noi, potrebbe far pensare di avere intercettato un bacino di utenza molto vasto, per questa ragione abbiamo indagato sulle zone di provenienza degli alunni iscritti e ci siamo resi conto che in realtà la stragrande maggioranza di loro vive nelle vie direttamente adiacenti alla via Meucci. Si potrebbe quasi dire che abitino nell'arco dei 500 metri : via Trasimeno, via Santa Maria Rossa, via Berra, via Meucci, via del Ricordo, via Mamiani...

 

Possiamo concludere, da questa breve esperienza, che la nostra intuizione sull'esigenza di una scuola in zona era giusta, anzi addirittura inferiore alla realtà. Spesso l'associazione ha cercato, proprio perché è nel suo scopo statutario, di intercettare e soddisfare le esigenze del quartiere, ma mai come in questo caso ha scoperto una voragine nell'offerta di questo servizio.

Non siamo in grado di dire il perché, ma è evidente che le strutture preposte a questa funzione , o sono insufficienti o hanno poca visibilità. Per noi è un grande onore e motivo di vanto poter contribuire a colmare la lacuna. L'associazione è nata 12 anni fa con lo scopo di mettersi al servizio della cittadinanza e delle sue esigenze e, oggi che la cittadinanza della zona è in buona parte costituita da extracomunitari, riteniamo nostro compito essere anche al loro servizio.

 

Gli allievi che frequentano la scuola sono prevalentemente giovani e in un rapporto del 60 per cento a favore dei maschi. Le nazionalità sono diverse e veramente eterogenee: Somalia, Georgia, Sri Lanka, Egitto, Iraq, Sud America, Niger, Filippine. Il rapporto che si sta instaurando tra gli insegnanti italiani e gli allievi stranieri è straordinariamente accrescente per tutti. Per gli allievi è ben visibile la soddisfazione di uscire ogni volta dalla Associazione con nuovi elementi di autonomia, termini e conoscenze che rendono la loro partecipazione alla vita collettiva più semplice.

 

Per noi dello staff una sorta di miracolo trovarsi immersi tra tante e tali culture diverse uniti in un unico obiettivo: quello di comprendersi.

 

La sensazione, fin dal primo giorno, è stata quella di un mondo che si apre e si svela: quegli stessi volti che si incrociano ogni giorno per strada, a volte la notte, con grande diffidenza e quasi paura, si sono rivelati volti umani, quasi dolci nella loro fragilità e timidezza. L'atteggiamento degli allievi è stato estremamente grato fin dal primo momento in cui entrano in Associazione. Dimostrano gratitudine per l'accoglienza, per la dedizione e per la fiducia. E' bello di giorno girare per il quartiere ed incontrare quelle donne o quei ragazzi e poterli chiamare per nome. E' bello e rassicurante sapere che ora in quartiere abbiamo dei nuovi angeli custodi che possono introdurci in mondi fino ad ora sconosciuti e temuti.

 

Che possono fare da ponte tra noi e tutti coloro che ancora non conosciamo. Alla maggior parte di loro è stato spiegato che questa non è una scuola pubblica e che i loro insegnanti sono volontari e lavorano gratis. Forse anche per questo loro si dimostrano molto grati ed il rapporto è estremamente fluido. Attraverso la scuola stiamo tutti insieme sperimentando un processo reale di integrazione: quel processo che toglie anonimato ad ogni persona ed a quella persona restituisce identità e umanità. Ad ogni volto, che muto nella sua incapacità di comunicare, si presta ad incarnare ogni nostro timore, si sostituiscono storie, nomi, sguardi che di pauroso non hanno assolutamente nulla. Il loro silenzio nella notte, i loro piccoli assembramenti che normalmente ci spingono a cambiare strada, i loro sguardi incomprensibili si riempiono di umanità.

 

Della nostra stessa umanità. E da nemici diventano amici, da buchi neri misteri svelati, da esseri minacciosi alleati. In questa prospettiva l'Associazione si prefigge di coinvolgere gli allievi in un rapporto continuo di partecipazione alla vita dell'Associazione stessa.

 

Dopo l'insegnamento della lingua la proposta successivamente immediata sarà quella di condividere momenti conviviali: partecipazione a concerti, dibattiti o ogni altra iniziativa della Associazione.

 

L'obiettivo finale: sperimentare una convivenza alla pari. Sedere gli uni accanto agli altri sorseggiando una birra per poter discorrere del loro e del nostro lavoro, della loro e delle nostre famiglie, delle loro e delle nostre religioni. Perché alla fine la parola straniero indichi semplicemente la provenienza da una nazione diversa e non si carichi dei pericolosi pregiudizi che caratterizzano oggi i rapporti tra noi e loro. Accorciare le distanze fino a che non rimanga semplicemente, tra noi e loro, la nostra e la loro umanità a regolare l'amicizia tra i popoli.

 

 

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